Lettera aperta indirizzata al Sig. Presidente della Repubblica e a tutte le persone di buona volontà.
Oggetto: disperato appello per salvare quel che resta della nostra Costituzione.
Siamo cittadini della categoria, secondo un linguaggio da bulli,
identificabili come “gufi”, nel senso che siamo comunissime persone che
vedono la pericolosa deriva che la nostra Repubblica, e quindi noi
cittadini, da oltre un ventennio sta prendendo, scivolando sempre più,
senza che nessun serio contrasto abbia avuto la possibilità di essere
ascoltato e preso in considerazione per la reale gravità che questa
deriva rappresenta. Siamo anche animalisti, non ci offendiamo ad essere
chiamati gufi, abbiamo rispetto per gli animali, tutti.
Abbiamo
tanto rispetto per gli animali che non chiamiamo “iene ridens” le
allegre brigate che sprizzano ottimismo in una situazione in cui la
gente si uccide perché non ce la fa più: per l’oppressione fiscale; per
la mancanza di lavoro; per la difficoltà a curarsi; per la scuola che
crolla, non solo come edificio ma come possibilità; per essere costretta
a dormire in auto; in sintesi, per la mancanza di qualsiasi
prospettiva.
Tra tutti questi problemi, il nostro governo
rottamatore, senza nemmeno aver scritto il “mein kampf”, che almeno ci
avrebbe informati sulle intenzioni, anziché rottamare la corruzione, le
esosità, le armi, il malcostume, le connivenze e tutte quelle sconcezze
che soffocano la vita dei cittadini, si impegna con veemenza maniacale a
rottamare la Costituzione. Ma, questo non è già successo negli anni 30?
Si, è successo! Con qualche differenza. Hitler, ha dovuto faticare
di più; era